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T R A N S L A T E

lunedì 8 marzo 2010

Angolo poetico.

Buongiorno e buona settimana!

Il post di oggi è molto diverso dai soliti, è un piccolo momento di poesia.
Ieri mattina mi trovavo in garage a dipingere e, come sempre, c'era la radio accesa a tenermi compagnia. Ad un certo punto viene mandata in onda una canzone che non avevo mai ascoltato prima e neanche la voce del cantante mi ricordava qualcuno.
Piano piano quella canzone mi ha rapita, e la cosa mi è sembrata strana perchè è difficile che al primo ascolto un brano mi colpisca così.

Finito il lavoro sono corsa al computer, volevo capire chi fosse il cantante, ero convinta che si trattasse di un brano recente perchè mi sembrava impossible non averlo mai sentito prima.

Il titolo della canzone è "Aspettando Godot", ed è ispirata alla celebre opera di Samuel Beckett, che peraltro conoscevo piuttosto bene (reminescenze scolastiche). Ho scoperto che il cantante e autore della canzone si chiama Claudio Lolli, per me illustre sconosciuto. Ciò che mi ha meravigliata maggiormente è che non si tratta di un brano recente, come pensavo, ma risale al 1972 (quasi 40 anni fa!). Sicuramente non ho mai avuto occasione di ascoltarla, perchè mi avrebbe colpita così come ha fatto ora. Voi la conoscete?

Di seguito trascrivo il testo e vi invito ad andare ad ascoltarla qui:

http://www.youtube.com/watch?v=Ee8XiILtHaU


Vivo tutti i miei giorni aspettando Godot,
dormo tutte le notti aspettando Godot.
Ho passato la vita ad aspettare Godot.

Nacqui un giorno di marzo o d'aprile non so
mia madre che mi allatta è un ricordo che ho
ma credo che già in quel giorno però
invece di poppare io aspettassi Godot.
Nei prati verdi della mia infanzia
nei luoghi azzurri di cieli e aquiloni,
nei giorni sereni che non rivedrò
io stavo già aspettando Godot.
L'adolescenza mi strappò di là,
e mi portò ad un tavolo grigio,
dove fra tanti libri però,
invece di leggere aspettavo Godot.
Giorni e giorni a quei tavolini,
gli amici e le donne vedevo vicini,
io mi mangiavo le mani però,
non mi muovevo e aspettavo Godot.

Ma se i sensi comandano l'uomo obbedisce,
così sposai la prima che incontrai,
ma anche la notte di nozze però,
non feci nulla aspettando Godot.
Poi lei mi costrinse ed un figlio arrivò,
piccolo e tondo urlava ogni sera,
ma invece di farlo giocare un po',
io uscivo fuori ad aspettare Godot.
E dopo questo un altro arrivò,
e dopo il secondo un altro però,
per esser del tutto sincero dirò,
che avrei preferito arrivasse Godot.
Sono invecchiato aspettando Godot,
ho sepolto mio padre aspettando Godot,
ho cresciuto i miei figli aspettando Godot.
Sono andato in pensione dieci anni fa,
ed ho perso la moglie acquistando in età,
i miei figli son grandi e lontani però,
io sto ancora aspettando Godot.

Questa sera sono un vecchio di settantanni,
solo e malato in mezzo a una strada,
dopo tanta vita più pazienza non ho,
non posso più aspettare Godot.
Ma questa strada mi porta fortuna,
c'è un pozzo laggiù che specchia la luna,
è buio profondo e mi ci butterò,
senza aspettare che arrivi Godot.
In pochi passi ci sono davanti,
ho il viso sudato e le mani tremanti,
è la prima volta che sto per agire,
senza aspettare che arrivi Godot.
Ma l'abitudine di tutta una vita,
ha fatto si che ancora una volta,
per un momento io mi sia girato,
a veder se per caso Godot era arrivato.
La morte mi ha preso le mani e la vita,
l'oblio mi ha coperto di luce infinita,
e ho capito che non si può,
coprirsi le spalle aspettando Godot.

Non ho mai agito aspettando Godot,
per tutti i miei giorni aspettando Godot,
e ho incominciato a vivere forte,
proprio andando incontro alla morte,
ho incominciato a vivere forte,
proprio andando incontro alla morte.

°^°^°

Vi è piaciuta? Io la trovo bellissima, è poesia fatta canzone, anche se molto triste.

7 commenti:

  1. Ciao Rosa, grazie della visita! La canzone non l'ho mai sentita, ma da come descrivi la scena, sembra di esserci, di domenica mattina, mentre tanti dormono, tu che lavori in garage e in sottofondo una musica struggente! Buon lunedì!

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  2. Buongiorno Rosa!
    Non l'avevo mai sentita ma è bellissima.
    Però...quanta gente in attesa di Godot!
    Silvia

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  3. Ciao Silvia, ero sicurissima di leggere questo tuo commento, avrei scommesso che ti sarebbe piaciuta.
    Baci
    Rosa

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  4. Molto triste ma vera, bella non ricordo di averla sentita, capisco perchè ti ha preso.

    Ho visto che hai cambiato veste, molto romantica con i boccioli di rose, bella.

    Baci Irene

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  5. Bella, ricca di significato, ma veramente triste! Baci, Francy

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  6. Sono corsa su you tube per ascoltarla per la prima volta. 1970? però non l'avrei mai detto..... Un bacione

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  7. oh ma allora io sono così vecchia che la conosco??? Mi ricordo che andavo alle medie e invece delle canzonette con delle amiche ci faceva sentire più grandi ascoltare le canzoni dei cantautori anticonformisti e Claudio Lolli era uno di quelli e oltre a questa ci piaceva anche Borghesia http://www.youtube.com/watch?v=J5Vql3iZ4E4&feature=related. Mi ha fatto piacere riascoltarla e ritornare con la testa a momenti spensierati in cui avevamo voglia di fare le "impegnate" in qualcosa più grande di noi... ah bei tempi!!
    ciao Rosy

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