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T R A N S L A T E

Visualizzazione post con etichetta Il mio giardino. Mostra tutti i post
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domenica 5 febbraio 2012

Il peggio è passato...

... almeno si spera!
La settimana appena trascorsa è stata di grande disagio per tutti, ho dovuto prendere due giorni di ferie forzate perchè le strade erano impraticabili.

 Ho scattato qualche foto al mio giardino, chissà quando si scioglierà tutta questa neve?








Anche Trillina sembrava un po' disorientata.



lunedì 14 marzo 2011

Una splendida fioritura più premio.

Buongiorno carissime, dopo un weekend sotto la pioggia, iniziamo una nuova settimana sperando che arrivi presto la primavera.
E' proprio nella speranza che il brutto tempo lasci il posto alle giornate tiepide che vi mostro la mia Phalenophis, in questo periodo è al massimo della sua meravigliosa fioritura.




^°^
Qualche giorno fa la carissima Cry (Les creations de Cry) mi ha donato questo premio:



Grazie Cry per avermi pensata!
Il premio prevede di elencare 10 cose di sè. Credo di aver già detto quasi tutto di me in occasione dei premi precedentemente ricevuti e spero quindi di non ripetermi:
  1. Amo gli animali, soprattutto i cani.
  2. Mi piace molto leggere, anche se da quando ho aperto il blog riesco a farlo con minore assiduità.
  3. Amo creare, ma questo lo sapete già!
  4. Sono sempre alla ricerca di tecniche nuove da imparare.
  5. Non amo particolarmente guardare la televisione, più che altro la ascolto mentre lavoro.
  6. Non sopporto i reality, proprio non li reggo!
  7. Non mi piace guidare l'auto, il traffico mi innervosisce, per questo in città uso i mezzi pubblici.
  8. Il pasto della giornata che preferisco è la colazione, mentre non mi pesa saltare la cena.
  9. Non sono una "mangiona" nel senso delle quantità, ma mi piacciono le cose "sfiziose" e soprattutto i dolci.
  10. Non amo la vita mondana, preferisco le serate a casa con gli amici.

Metto questo premio a disposizione di tutti voi!

Buona settimana!

martedì 2 novembre 2010

Il melograno.

Il melograno si ritiene originario dell'Asia sud–occidentale, viene infatti coltivato nelle regioni caucasiche da tempo immemorabile.

La coltivazione non presenta alcuna difficoltà. La pianta ha una forte tendenza a produrre polloni radicali a costituire una boscaglia fitta, il portamento ad albero isolato è favorito dalla asportazione dei getti accessori che si dipartono dalla base del fusto e dalle radici.

Il melograno è una pianta resistente alle malattie e sopporta sia la siccità estiva che le rigide temperature invernali fino a -10°C.

Si propaga per semina, ma in tal caso non sono assicurate le caratteristiche della pianta madre, si moltiplica più frequentemente in primavera per talea semilegnosa o per margotta.

Le foglie sono opposte o sub opposte, lucide, strette ed allungate, intere, larghe 2 cm e lunghe 4–7 cm.

I fiori sono, nella specie botanica, di un vivo colore rosso, hanno tre-quattro petali (molti di più in alcune varietà orticole, alcune varietà da orto o da giardino sono coltivate solo per i fiori, alcune varietà sono a colore bianco o rosato).

Il frutto (melagrana) è una bacca (detta “Balausta”) di consistenza molto robusta, con buccia molto dura e coriacea, ha forma rotonda o leggermente allungata, diametro da 5 a 12 cm, la dimensione è fortemente condizionata dalla varietà e, soprattutto, dalle condizioni di coltivazione. Il frutto ha diverse partizioni interne robuste dove sono racchiusi i semi, detti arilli (fino a 600 ed oltre per frutto).

Il frutto reca in posizione apicale (opposta al picciolo) una caratteristica robusta corona a quattro-cinque pezzi, che sono residui del calice fiorale.

Esiste una varietà nana del Melograno, (Punica granatum nana) caratterizzata da dimensioni molto più contenute in ogni parte della pianta (altezza, dimensioni delle foglie, dei fiori, dei frutti); i frutti inoltre non sono commestibili, privi di dolcezza sono acidi ed astringenti; questa varietà è di norma usata per Bonsai, o comunque come piccola pianta decorativa da vaso.

In italiano il nome "melograno" deriva dal Latino malum ("mela") e granatum ("con semi”), il frutto è denominato melagrana. La stessa origine è riconosciuta anche in altre lingue come in Inglese “Pomegranate”, ed in Tedesco “Granatapfel, (mela coi semi). In Inglese antico era noto con il nome di "apple of Grenada" (mela di Granada).

La città spagnola di Granada ha infatti nello stemma un frutto di melograno (in spagnolo granada), la sua denominazione deriva dalla introduzione del frutto operata dalla dominazione moresca.

Il succo di melograno, detto “granatina”, è ottenuto dalla spremitura dei semi, spesso diluito e zuccherato, ed è usato come bevanda.
La produzione di succo ("granatina") è praticamente l'unica definibile come "industriale" per le melagrane; occorre dire, ad onor del vero, che pressoché la totalità dei succhi di produzione industriale definiti "granatine" sono in realtà miscele di succhi di agrumi, lamponi, ribes ed aromi naturali, con poco, o spesso nulla, di succo di melagrana. La produzione del vero succo di melagrana è molto costosa, dato che prevede molta mano d'opera per un prodotto esiguo. La produzione dei frutti per il consumo fresco ha valore solo in mercati di nicchia.

Il succo, ricco di vitamina C e del gruppo B, di potassio e di notevoli quantità di polifenoli antiossidanti, è spesso usato nelle cucine tradizionali per preparare salse, dolci o piccanti, per cibi tradizionali, i chicchi sono usati per guarnire la carne o il riso.

(fonte Wikipedia)

Ed eccolo, il mio melograno, qualche mese fa era così, ricordate?


Poi i fiori si sono trasformati in frutti...




...meravigliosi frutti dal sapore dolcissimo!





Buon proseguimento di giornata a tutti voi.

mercoledì 6 ottobre 2010

Alchechengi.

L'Alkekengi o alchechengio (Physalis alkekengi L.) è una pianta perenne che produce bacche commestibili; appartiene, come il pomodoro e la patata, alla famiglia delle Solanaceae.
Date le sue proprietà omeopatiche e medicinali è coltivata fin dall'antichità. È un'erbacea perenne e si riconosce facilmente per i calici che avvolgono la bacca, simili a piccoli lampioni arancioni. Al tatto il calice ha consistenza quasi cartacea e spesso è poroso.
Si coltiva facilmente, dà origine ad un rizoma strisciante interrato molto profondamente: in questo modo è permessa la propagazione e la rivegetazione conseguente alla stasi invernale.
Il fiore è bianco, piccolo e a forma di campanella, spunta all'ascella delle foglie; tipici i calici arancioni di consistenza simile alla carta. Fioritura estiva (da luglio ad agosto).
La foglia è verde chiara e ovale, di una lunghezza tra i 5 e gli 8 cm. Le foglie e il rizoma sono velenosi perché contengono solanina che provoca mal di testa, vomito, nausea e diarrea.
Esposizione. La crescita della pianta è favorita dall'esposizione non diretta ai raggi solari: preferisce poca ombra.
Le bacche sono l'unica parte commestibile della pianta. In genere sono mature a settembre ed hanno la forma di una piccola ciliegia. Dalle bacche si può ricavare un'ottima marmellata. Si possono mangiare da sole o aggiunte alle insalate. Se seccate leggermente si possono mettere sott'aceto o in salamoia. Contiengono una grandissima quantità di vitamina C, acido citrico, tannino e zucchero. In erboristeria si usavano per le malattie in cui c'era bisogno di un'azione diuretica marcata. Vengono preparate candite o ricoperte di cioccolato fondente.
(Fonte Wikipedia)

Gli Alchechengi nel mio giardino ci sono ed in questo periodo sono maturi. Io li coltivo esclusivamente a scopo ornamentale perchè ho assaggiato le bacche ma il gusto non mi è proprio piaciuto.




Disposti in un vaso sono molto decorativi, vi piacciono?

venerdì 2 luglio 2010

Romantiche atmosfere notturne.

Dopo avervi mostrato praticamente ogni angolo del mio giardino oggi voglio condividere con voi le stesse immagini ma in versione notturna. A me sembrano piuttosto suggestive, e a voi?



















Spero che vi siano piaciute.
Vi lascio per tre giorni, weekend lungo alla Bicocca!!!

giovedì 1 luglio 2010

Giardino zona posteriore.

E, per ultima, la zona posteriore, dove si affaccia la cucina.


La fioriera in mattoncini rossi ospita le piante acidofile, che vi ho già mostrato durante la fioritura. L'abbiamo realizzata io e mio marito per mascherare una "bocca di lupo" assolutamente antiestetica.
La tendina in bambù ha lo scopo di proteggere le piante dal sole nelle ore più calde, in quanto le acidofile prediligono la mezz'ombra.
Anche la tettoia di legno è opera nostra.



Zona barbecue. Prossimamente sarà da rifare, vogliamo realizzare un barbecue più grande ed un forno per fare le pizze.
A sinistra la casetta di legno adibita a ricovero per gli attrezzi da giardino.


Una pianta che adoro: il melograno. In questi giorni mi sta regalando una bellissima e copiosa fioritura. In autunno mangerò i suoi frutti buonissimi e molto salutari.





L'Ortensia.




La Kalanchoe.


L'Anthurium.


Spero che il tour vi sia piaciuto.

°^°^°

Per finire vorrei segnalare una simpatica iniziativa di Rosa, autrice del blog "Pink".
Rosa sta conducendo un giro di interviste ad altre blogghine ed ieri ha pubblicato quella fatta a me. Se vi va di leggerla, la potrete trovare qui.
GRAZIE PER LA VISITA - clicca su "Post più vecchi" se desideri vedere le pagine precedenti.

La mia casa



La bicocca

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